ABUS Targon Parte 2 - Rapporto di fabbrica
01.06.26 10:29 252026-06-01T10:29:00+02:00Text: Erwin Haiden (Tradotto dall'IA)Foto: Erwin Haiden, ABUS/Paul MasukowitzLasciatevi accompagnare in un viaggio nel Nord Italia per vedere come da qualche pallina e da una lastra di policarbonato nasce un prodotto high-end "Made in Italy".01.06.26 10:29 262026-06-01T10:29:00+02:00ABUS Targon Parte 2 - Rapporto di fabbrica
01.06.26 10:29 262026-06-01T10:29:00+02:00 Erwin Haiden (Tradotto dall'IA) Erwin Haiden, ABUS/Paul MasukowitzLasciatevi accompagnare in un viaggio nel Nord Italia per vedere come da qualche pallina e da una lastra di policarbonato nasce un prodotto high-end "Made in Italy".01.06.26 10:29 262026-06-01T10:29:00+02:00Recentemente ABUS ha presentato con il nuovo Targon un casco MTB fullface altamente tecnico con mentoniera rimovibile. Il Targon è "Made in Italy" e nasce, come il Gamechanger, il nuovo Taipan e alcuni altri dei caschi di punta, nel cuore dell'industria ciclistica italiana.
Ci troviamo a Camisano, un comune di poco meno di 1.300 abitanti a metà strada tra Vicenza e Padova - nella "casa del ciclismo", come amano chiamarla alcuni commentatori del Giro d'Italia. In realtà l'area intorno a Castelfranco Veneto, con la sua incredibile densità di professionisti del ciclismo, non è solo la culla e l'hotspot del ciclismo, ma anche un centro delle corrispondenti unità produttive high-end in Europa. È il distretto ufficiale dell'industria ciclistica italiana con quasi 100 aziende e circa 1.500 addetti. Qui vengono prodotti circa il 30 percento di tutti i prodotti ciclistici italiani; nomi come Campagnolo, Castelli, Pinarello, Sarto, Fondriest e molti altri hanno qui la loro sede.
Come da una lastra di policarbonato e qualche pallina nasce un casco
Decimi di secondo, temperature, umidità dell'aria, elasticità, punti di incollaggio - ogni minimo dettaglio contaNon sorprende quindi che ABUS abbia trovato proprio qui quei partner che hanno portato la gamma di caschi con alta tecnologia e spirito d'innovazione a un nuovo livello. Poiché lo stabilimento di Maxi Studio ormai non è più solo parte del gruppo ABUS, ma, grazie all'elevata domanda, è ormai al collasso, proprio dietro l'angolo a Campodoro sta nascendo un nuovo stabilimento esclusivo per la produzione di caschi - "Made in Italy" ai massimi livelli.
Piccole palline nere vengono trasformate in EPS (polistirene espanso, noto soprattutto con il marchio Styropor), che è essenzialmente responsabile dell'assorbimento degli urti, mentre la calotta esterna e l'anima interna colata nell'EPS garantiscono la stabilità necessaria e una resistenza aggiuntiva.Piccole palline nere vengono trasformate in EPS (polistirene espanso, noto soprattutto con il marchio Styropor), che è essenzialmente responsabile dell'assorbimento degli urti, mentre la calotta esterna e l'anima interna colata nell'EPS garantiscono la stabilità necessaria e una resistenza aggiuntiva.
Il casco da bicicletta come prodotto high-tech
Perché un casco da bicicletta è oggi un prodotto high-tech sofisticato, sempre al limite di quanto è tecnicamente possibile. Un prodotto che, da un lato, deve soddisfare rigide norme di qualità, dall'altro però deve anche avere un aspetto gradevole, essere il più leggero possibile, calzare bene e - come nel caso del Targon - offrire anche un'ampia gamma di funzioni. Chiusure Fidlock, cinturini minimalisti, sistema di regolazione confortevole e quanto più possibile flessibile, supporto per GoPro e luci, mentoniera rimovibile, visiera di sicurezza e molto, molto altro devono essere considerati nello sviluppo del prodotto e integrati nella forma del casco nel modo più leggero ed elegante possibile.
Il portavoce della sede Corrado Salvatore con la rete interna, una delle componenti più importanti, che non solo conferisce al casco una stabilità aggiuntiva, ma collega anche elementi accessori come la chiusura, i cinturini e il sistema di regolazione.Il portavoce della sede Corrado Salvatore con la rete interna, una delle componenti più importanti, che non solo conferisce al casco una stabilità aggiuntiva, ma collega anche elementi accessori come la chiusura, i cinturini e il sistema di regolazione.
Cicli di innovazione rapidi grazie alla produzione europea
Per mantenere i cicli di sviluppo e quindi d'innovazione il più brevi possibile, non esiste solo presso il quartier generale ABUS a Wetter (Germania), ma anche qui nello stabilimento di Camisano una camera di tortura per caschi, dove vari apparecchi attendono i caschi in prova, che devono soddisfare le rigide normative UE e statunitensi. Tra i test rientrano prove di caduta su diversi oggetti, con impatto frontale o laterale, nonché prove di trazione e di torsione per i supporti del sistema di ritenuta e per la chiusura.
Solo dopo il superamento delle prove di test e delle procedure di tortura si definiscono gli spessori finali dei materiali nonché la forma definitiva del casco e quella delle parti di montaggio.
È interessante anche che le differenze tra le norme USA e UE comportino che i caschi vengano schiumati con materiali EPS diversi.

La verniciatura deve essere dura, ma sufficientemente flessibile da resistere alle ulteriori fasi di lavorazione come l'imbutitura e la pressofusione.La verniciatura deve essere dura, ma sufficientemente flessibile da resistere alle ulteriori fasi di lavorazione come l'imbutitura e la pressofusione.
Nessuno immaginerebbe quali prodotti escano dallo stabilimento di Maxi Studio, se si vedesse il materiale grezzo che viene consegnato all'ingresso merci: sottili lastre di policarbonato con pellicole adesive e sacchi pieni di piccole palline di plastica. Alla prima visita l'ho persino paragonato alla campana di Schiller, dove alla fine del canto da un minerale grezzo nasce una campana dalla forma perfetta. In fondo la magia della tecnologia moderna non è poi così diversa: per quanto elementari appaiano gli ingredienti, tra le semplici lastre di policarbonato e il casco finito e perfettamente sagomato ci sono numerosi passaggi di lavorazione e una selvaggia mescolanza di informatica, matematica, meccanica, fisica e chimica.
Ben murata nella terra, sta la forma, cotta d'argilla
Il lungo percorso verso lo stampaggio a iniezione di materie plastiche ad alta tecnologiaLa ricetta per la produzione del casco
Passo 1 - i prerequisiti: allestire la linea di produzione a partire da modelli CAD, analisi, verifiche e prototipi; organizzare macchine e stampi adeguati.
Passo 2 - Tettonica delle lastre: stampare lastre di plastica di spessore adeguato (< 1 mm) nel colore desiderato (stampa per sublimazione o stampa digitale); la chimica dell'inchiostro è essenziale - deve sopportare i processi successivi, sia per quanto riguarda la durezza (fragilità) sia le alte temperature; lasciare asciugare.
Passo 3 - Alieni dalle profondità: riscaldare con cautela le lastre stampate fino alla temperatura X per renderle modellabili senza che si liquefacciano; la forma del casco per la calotta esterna viene immersa dal basso nella plastica; prestare attenzione agli spessori del materiale e alla qualità della vernice; lasciare raffreddare.
Passo 4 - Rifilatura: macchina CNC per fresare la forma finale dell'involucro esterno, fare attenzione alle bave pulite.
Passo 5 - la magia: il più complesso di tutti i passaggi, posizionare l'involucro esterno raffreddato, le parti interne (rete a ragnatela), i supporti portanti, il sistema di regolazione, i punti di ancoraggio e tutte le altre parti esattamente nello stampo d'iniezione; preparare il granulato plastico nella corretta composizione chimica (la percentuale di pentano funge da collante, la percentuale d'acqua determina la densità finale dell'EPS ~ durezza del materiale), riscaldare l'acqua fino a vapore, chiudere lo stampo, iniettare le perline con vapore acqueo e enorme pressione nello stampo, rispettare meticolosamente curve di temperatura e tempi, altrimenti il processo finisce nel caos; alla fine lasciare raffreddare per un tempo adeguato.
Dopo lo stampaggio a iniezione, che schiuma e unisce il guscio esterno all'EPS, il casco impiega quasi un minuto per raffreddarsi prima che inizi il ciclo successivo,Dopo lo stampaggio a iniezione, che schiuma e unisce il guscio esterno all'EPS, il casco impiega quasi un minuto per raffreddarsi prima che inizi il ciclo successivo,

Le piccole protuberanze a forma di fiore sulla calotta interna sono impronte degli sfiati del vapore, le gocce d'acqua sono un piccolo residuo del vapore acqueo caldo.Le piccole protuberanze a forma di fiore sulla calotta interna sono impronte degli sfiati del vapore, le gocce d'acqua sono un piccolo residuo del vapore acqueo caldo.
Fase 6 - Stupore: Togliere il casco quasi finito dallo stampo, inviarlo alla stampa. Il tampone assorbe il colore dalla maschera e lo trasferisce sul casco; ripetere il passaggio finché tutti i loghi e i colori non sono applicati sul casco; prestare attenzione ai contorni netti dei colori, al posizionamento dei loghi e all'allineamento nelle stampe a più colori; lasciare il tempo necessario per l'asciugatura
Fase 7 - Montaggio: fissare il sistema portante e i componenti aggiuntivi, rimuovere eventuali sbavature presenti, ultimo controllo qualità, imballaggio, spedizione al rivenditore.
Partire alla grande nel nuovo stabilimento ABUS
Collegamenti
| Il casco da bicicletta come prodotto high-tech |
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