YT Capra MX Core 1 2023: recensione ed esperienze
25.05.23 09:37 172023-05-25T09:37:00+02:00Text: Ralf Hauser (Tradotto dall'IA)Foto: Erwin HaidenIl modello in alluminio più economico della nuova generazione Capra offre 170 mm di escursione, ruote MX e un angolo sterzo aperto: tutti i dettagli su geometria, allestimento e comportamento sul campo.25.05.23 09:37 532023-05-25T09:37:00+02:00YT Capra MX Core 1 2023: recensione ed esperienze
25.05.23 09:37 532023-05-25T09:37:00+02:00 Ralf Hauser (Tradotto dall'IA) Erwin HaidenIl modello in alluminio più economico della nuova generazione Capra offre 170 mm di escursione, ruote MX e un angolo sterzo aperto: tutti i dettagli su geometria, allestimento e comportamento sul campo.25.05.23 09:37 532023-05-25T09:37:00+02:00Come la capra di montagna, anche la Capra MK3 dovrebbe sapersi muovere in salita e in discesa sui sentieri più difficili. Il suo debutto sul mercato risale al 2014. Oggi YT definisce la Capra il modello più importante della propria gamma, capace di attirare attenzione anche a livello internazionale.
Dopo due anni di sviluppo, l’ultima evoluzione, disponibile interamente in carbonio oppure in alluminio, punta a soddisfare le esigenze attuali in termini di geometria e comportamento di guida.
Anziché proporre un’unica bici per tutto, YT vuole assecondare gusti differenti con due varianti specifiche: una 29er integrale e una versione MX con ruota anteriore da 29" e posteriore da 27,5". Le geometrie dei telai differiscono leggermente per l’impiego di carri diversi, e anche la cinematica è stata adeguata di conseguenza.
La Capra MX è stata concepita soprattutto per divertirsi nei bikepark e in uscite analoghe: i foderi bassi più corti ne aumentano l’agilità, mentre la sospensione posteriore più progressiva conserva margine anche sugli impatti più duri.
I foderi bassi più lunghi della Capra 29, invece, dovrebbero assicurare un comportamento più equilibrato e migliori doti in salita, senza renderla capricciosa nelle curve strette in discesa. Con una progressività ben bilanciata, secondo il gergo aziendale non dovrebbe essere soltanto una vera macchina da gara, ma un’ebbrezza di velocità su due ruote.
Tanto funduro per pochi soldi.
La Capra MX Core 1 in poche paroleDettagli del telaio
La Capra MX Core 1 è realizzata in alluminio 6061, forgiato a freddo, idroformato e sottoposto a conificazione multipla per privilegiare la durata. L’obiettivo è offrire prestazioni di alto livello a un prezzo interessante, con particolare attenzione alla robustezza e alla semplicità di manutenzione.
I cavi scorrono in gran parte all’interno del telaio principale e dei foderi alti. Le canaline continue eliminano i rumori e consentono una sostituzione rapida e semplice dei cavi. Tutti i punti di ingresso e uscita sono protetti da Cable Plugs contro la penetrazione di sporco e acqua. I fissaggi sul tubo sella impediscono ai cavi di spostarsi.
Davanti all’attacco dell’ammortizzatore sul tubo obliquo si trova un’ulteriore uscita per il cavo, qualora si volesse utilizzare un ammortizzatore con comando remoto del lockout.
Le protezioni in TPE con lamelle sui foderi bassi e alti riducono il rumore della catena e proteggono il telaio. Il rivestimento avvitato in PA66 nella parte inferiore del tubo obliquo ripara dalle pietre scagliate dalla ruota.
Il Wing asimmetrico, un raccordo tra tubo sella e tubo obliquo, conferisce alla Capra maggiore rigidità e stabilità, lasciando comunque spazio sufficiente per una borraccia. La Core 1 viene fornita con la Thirstmaster 6000, una borraccia dalla capacità di 620 ml.
I cuscinetti della serie sterzo sono integrati nel tubo sterzo mediante calotte Zero Stack (ZS44 sopra, ZS56 sotto).
Sotto il tubo orizzontale si celano inserti filettati per montare attrezzi o altri accessori.
La Capra utilizza un forcellino UDH, che consentirebbe anche l’upgrade al nuovo cambio T-Type di Sram.
Lo standard Boost con perno da 148 x 12 mm è ormai scontato. E a proposito di larghezze: lo spazio tra la pedivella e il carro è stato aumentato per evitare che le scarpe tocchino il telaio durante la guida.
Oltre ai cuscinetti industriali con doppia tenuta, tutti i punti di rotazione dispongono di guarnizioni supplementari per tenere lontani acqua e sporco, aumentando così la durata.
Il telaio è omologato per la categoria più elevata, ASTM 5: ci si può quindi affidare al suo telaio e alle sospensioni anche nei bikepark e negli stunt più impegnativi.
| Telaio: | Alluminio, 170 mm di escursione | Cassetta: | Sram XG 1210 Eagle, 11-50 denti, 12 velocità |
| Taglie: | S/M/L/XL/XXL | Catena: | Sram Eagle |
| Trasmissione: | Sram NX Eagle | Ruote: | SUNringlé Düroc SD 37 Comp |
| Forcella: | RocShox ZEB Base | Pneumatici: | Maxxis Assegai, 29 x 2,5", EXO, Dual Compound Maxxis Minion DHR II, 27,5 x 2,4", EXO, Dual Compound |
| Ammortizzatore: | RockShox Super Deluxe Select R | Serie sterzo: | Acros AZX-576 |
| Guarnitura: | Sram Descendant 6K, 32 denti, 170 mm | Attacco manubrio: | E13 Base 35, 50 mm |
| Comando cambio: | Sram NX Eagle | Manopole: | ODI Elite Motion V2.1 |
| Manubrio: | E13 Base 35, 800 mm, rise 20 mm | Sella: | SDG Bel Air 3.0 |
| Freno anteriore: | Sram DB8, 200 mm | Reggisella: | YT Postman, 31,6, 170 mm |
| Freno posteriore: | Sram DB8, 200 mm | Peso: | 16,84 kg (misurato da BB) |
| Prezzo: | € 2.699,- prezzo consigliato |
Cinematica
YT chiama V4L il proprio sistema di sospensione: sulla Capra si tratta di uno schema Horst-Link in corrispondenza del forcellino, con il fodero alto collegato tramite un leveraggio e l’ammortizzatore azionato mediante uno yoke. I vantaggi dichiarati dal produttore: risposta estremamente sensibile, sostegno nella parte centrale dell’escursione ed elevata progressività finale. L’escursione della MX è di 170 mm (Capra 29: 165 mm).
Per quanto riguarda la cinematica (forse può essere utile, a questo punto, rimandare alla nostra guida completa, l’ABC delle sospensioni), rispetto al modello precedente il rapporto di leva della variante da 29" è stato ridotto in modo piuttosto netto, così da rendere l’escursione più facilmente sfruttabile. Prima era del 41 %, ora è sceso al 33 %. Il valore della variante MX è invece rimasto invariato, sempre al 37 %, sebbene con una curva del rapporto di leva leggermente più alta.
Il valore di anti-squat è stato aumentato del 25 % e al sag si attesta ora poco sopra il 100 %. Il valore di anti-rise è superiore del 10 % e al sag si stabilizza poco sopra il 70 %. La Capra dovrebbe così accelerare meglio, mentre il carro dovrebbe reagire in modo più neutro alle sollecitazioni generate dalla frenata o dalla pedalata.
È stata ottimizzata anche la curva di arretramento dell’asse. Sulla nuova generazione della Capra si sviluppa leggermente più all’indietro, per superare gli ostacoli con maggiore facilità e migliorare la sensibilità del carro.
Sludge Green con un effetto glitter che bisogna vedere alla luce del sole.
L’allegra colorazione della Core 1Geometria
L’angolo sella molto più verticale della nuova Capra, pari a 77,8 gradi, colloca il biker in una posizione di pedalata centrata. Allo stesso tempo, l’angolo sterzo è stato aperto (di mezzo grado sulla 29", di 1 grado sulla MX) e ora misura 64 gradi. Sulla MX è stato inoltre abbassato il movimento centrale.
Anche il reach e la lunghezza dei foderi bassi sono stati leggermente aumentati, benché questi ultimi rimangano decisamente corti. Per ottenere una guida più equilibrata con il reach maggiore, sulle taglie XL e XXL i foderi bassi sono più lunghi di alcuni millimetri.
Un flip chip sull’attacco dell’ammortizzatore allo yoke consente di rendere la geometria più verticale di 0,3 gradi e, contemporaneamente, di alzare il movimento centrale di 5 mm.
La taglia S è una novità, perciò la Capra è ora disponibile in cinque taglie complessive, dalla S alla XXL.
| Taglia | S | M | L | XL | XXL |
| Lunghezza tubo sella (mm) | 395 | 420 | 445 | 470 | 495 |
| Lunghezza tubo sterzo (mm) | 100 | 110 | 110 | 120 | 130 |
| Lunghezza tubo orizzontale (mm) | 564 | 587 | 607 | 630 | 653 |
| Lunghezza foderi bassi (mm) | 433 | 433 | 433 | 438 | 438 |
| Angolo sterzo | 64/64,3° | 64/64,3° | 64/64,3° | 64/64,3° | 64/64,3° |
| Angolo sella | 77,5/77,8° | 77,5/77,8° | 77,5/77,8° | 77,5/77,8° | 77,5/77,8° |
| Stack (mm) | 627 | 636 | 636 | 645 | 654 |
| Reach (mm) | 424 | 444 | 464 | 484 | 504 |
Allestimento
Nel complesso sono disponibili quattro varianti di allestimento, dalla Core 1 alla Core 4: Core 1 e 2 sono realizzate in alluminio, Core 3 e 4 interamente in carbonio.
I componenti di cambio e freni del modello in prova provengono da Sram. NX Eagle è il gruppo entry-level tra le trasmissioni MTB a dodici velocità, con una cassetta dalla gamma di 11-50 denti. In abbinamento viene montata la guarnitura Sram Descendant con pedivelle da 170 mm.
Per le sospensioni YT si affida alla RockShox ZEB Base, il modello più economico con steli da 38 mm, 170 mm di escursione, molla pneumatica DebonAir+ e cartuccia Rush RC con regolazione della compressione e del ritorno. L’ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select R dispone della regolazione idraulica del ritorno.
Il reggisella telescopico è di produzione interna. La taglia S offre 125 mm di drop, la M 150 mm, dalla L alla XL 170 mm e la XXL 200 mm. A completare il tutto, il comando remoto MMX per azionare il Postman dal manubrio.
Lo pneumatico anteriore Maxxis Assegai 29 x 2,5" e il Maxxis Minion DHR II 27,5 x 2,4" posteriore adottano una carcassa EXO e una mescola Dual Compound. Sono montati su ruote tubeless-ready SUNringlé Düroc SD 37 Comp con canale interno da 32 mm.
Per il cockpit YT si affida a componenti E13. Quanto al colore del telaio, per la Core 1 si può scegliere tra Sludge Green e Black Magic. I gusti, com’è noto, sono soggettivi, ma personalmente trovo semplicemente magnifica la colorazione Sludge Green con il suo effetto glitter metallizzato.
Trail Time
Un primo esame rivela rapidamente che alla bici non mancano né qualità costruttiva né attenzione ai dettagli. Le forme fluide dei tubi, prive di fronzoli superflui e abbinate a componenti di pregio, disegnano una silhouette riuscita.
Richiede un po’ di assuefazione il passaggio dei cavi nella zona del movimento centrale. Qui escono dal tubo obliquo e poi si insinuano nel fodero alto (cavo del cambio), lungo il fodero alto (tubo del freno) oppure nel tubo sella (reggisella telescopico). Dal punto di vista tecnico non c’è nulla da criticare, anzi, l’ampia curva del cavo del reggisella ha perfettamente senso; in questa zona, però, il passaggio non vincerà alcun concorso di bellezza.
La serie sterzo Acros AZX-576 monta una High Cap, vale a dire una calotta superiore molto alta. Per chi ama tenere il cockpit molto basso potrebbe diventare un problema; per me e per la mia statura, invece, il setup si è dimostrato adatto al carattere della bici. Per contro, i biker più alti, soprattutto sulle taglie XL e XXL, potrebbero rimpiangere l’assenza di un tubo sterzo più lungo per alzare il cockpit, anche se due spacer da 5 mm consentono una regolazione fine.
La versione MK3 della Capra viene persino fornita con portaborraccia. Guardandolo dall’alto, il montaggio fortemente asimmetrico dovuto al rinforzo su un solo lato del telaio richiede inizialmente un po’ di abitudine, ma non comporta svantaggi in termini di libertà di movimento. Persino la distanza dalla pedivella è più che sufficiente.
L’azionamento dell’ammortizzatore mediante yoke è purtroppo molto diffuso al giorno d’oggi, ma sottopone l’ammortizzatore a maggiori forze di flessione e può comprometterne la longevità. Sulla Capra, tuttavia, lo yoke è piuttosto corto, perciò il carico supplementare dovrebbe rimanere entro limiti ragionevoli.
Bene: nonostante il tubo sella presenti una curva, il telaio in taglia L offre una notevole profondità d’inserimento per il reggisella.
Il rapporto tra lunghezza del tubo sella e reach avrebbe però potuto essere più generoso, per consentire ai biker più bassi di scegliere, all’occorrenza, telai più lunghi. Sul telaio in taglia L, il tubo sella misura 445 mm a fronte di un reach di 464 mm.
A causa della guarnizione in gomma del collarino reggisella bisogna aggiungere altri 10 mm alla lunghezza del tubo sella. La guarnizione si rimuove facilmente; tuttavia, per via dell’altezza d’installazione relativamente elevata del reggisella, dotato di una voluminosa zona cuscinetti che presumibilmente ne favorisce la longevità, con la mia lunghezza delle gambe non sono riuscito, seppur per poco, a raggiungere l’estensione completa del reggisella con 170 mm di drop. Con un modello di un altro marchio, date le misure disponibili, avrei potuto utilizzare un reggisella con 180 mm di drop. In fin dei conti, bisogna comunque verificare individualmente come veste ciascuna taglia del telaio.
In salita
Con un utilizzo previsto per il 70% in discesa e il 30% in salita, YT descrive il campo d’impiego della sua bici da enduro. È quindi chiaro che, lungo il percorso verso trail non serviti da impianti di risalita, non ci si debba aspettare un’indole da cross-country.
Con un peso complessivo di 16,8 kg senza pedali e in configurazione tubeless, la Core 1 non è propriamente leggera. Lo si nota già nel parcheggio, quando la si solleva per estrarla dall’auto. Considerando però che oggi la maggior parte dei bolidi da enduro in carbonio di fascia alta, anche oltre la soglia dei €10.000, pesa tra 15 kg (per il modello in carbonio più leggero della serie Capra viene dichiarato un peso complessivo di 15 kg) e 16 kg o più, la Capra Core 1 non ne esce affatto male.
Passando a pneumatici più resistenti alle forature (ne parleremo più avanti), a seconda della versione si aggiungerebbero però tra circa 140 g (EXO+) e 460 g (Double Down), ampliando ulteriormente il divario di peso. Non certo un vantaggio per la maneggevolezza.
In linea di massima, la capra di montagna sale verso la vetta con calma, ma volenterosamente, non da ultimo grazie all’angolo sella piacevolmente verticale, che consente una pedalata efficiente. Ho comunque fatto avanzare completamente la sella sui binari; abituato ad angoli sella ancora più verticali, è semplicemente una mia preferenza personale.
Nonostante ciò, non vorrei affrontare una traversata delle Alpi con la Capra. Strade forestali o asfaltate con pendenze moderate, come se ne trovano spesso nelle regioni votate all’enduro, sono probabilmente il terreno di salita preferito dalla capra di montagna in alluminio.
Il carro sensibile oscilla solo minimamente durante la pedalata, quindi l’assenza di una leva con funzione climb non costituisce un problema. È interessante notare come la regolazione della compressione della forcella, impostabile su tre livelli, nella posizione più rigida rallenti talmente tanto l’affondamento da equivalere a una funzione climb.
A causa del peso, la Capra accelera con una certa inerzia e gli sprint più lunghi diventano piuttosto penosi. A meno di voler partecipare a gare di enduro, è però un aspetto sostanzialmente trascurabile.
Quando la pendenza diventa davvero elevata, non aiuta il fatto che la cassetta NX arrivi soltanto a un massimo di 50 denti, persino in abbinamento alla corona relativamente piccola da 32. Con un pignone da 11 denti all’altra estremità dello spettro, l’escursione dei rapporti è inoltre nettamente inferiore a quella offerta dalla scala 10-52 di altri gruppi Sram.
La regolazione della geometria è limitata, ma per i più sensibili potrebbe rappresentare quella piccola, sottile differenza capace di determinare il giusto feeling. Resta da vedere quanti, su una bici come la Capra, sceglierebbero davvero l’angolo sterzo più verticale.
È però apprezzabile che YT utilizzi calotte Zero Stack per la serie sterzo. Con una serie sterzo aftermarket è così possibile modificare ulteriormente l’angolo sterzo, indipendentemente dalla posizione del flip-chip, fino a un grado.
In discesa
La Capra MX viene considerata un missile da divertimento per i bikepark, quindi durante la review ha dovuto necessariamente completare diversi giri proprio in questo ambiente.
L’angolo sterzo di 64 gradi si sposa bene con il carattere della Capra: abbastanza aperto da garantire sufficiente stabilità, abbastanza verticale da non renderla pigra. Chi cerca ancora più stabilità, o persino più agilità di quanto consenta il flip-chip, può ricorrere, come già accennato, a una serie sterzo aftermarket con offset angolare.
Ci si rende presto conto di quanto volentieri la bici si lasci lanciare da un lato all’altro nelle curve strette. Divora con gusto le strette esse in successione, complete di sponde, lungo un flowtrail. A dire il vero, nell’ultimo decennio il mio entusiasmo per flowtrail e jump trail è calato rapidamente. Eppure, proprio su percorsi di questo tipo, la Capra è riuscita a strapparmi di nuovo un sorriso. Sostenuta dalla mescola più dura degli pneumatici, sembra bramare il mantenimento della velocità sul fondo compatto, il suo ulteriore incremento con qualche pompata e poi lo sfruttamento di un salto per piazzarsi con precisione nella transizione successiva, con una vivacità sorprendente nonostante i 170 mm di escursione.
Non c’è dubbio: è questo lo scenario in cui il concetto dei foderi bassi molto corti esprime tutto il proprio potenziale. La bici si lascia guidare in ogni momento con facilità nelle curve strette e sollevare sulla ruota posteriore. Affronta con disinvoltura anche i jump trail con salti più grandi, veleggiando in aria ben bilanciata. La ruota posteriore più piccola da 27,5" aiuta a intraversare il carro o a spostarlo lateralmente.
Soltanto quando si sbaglia grossolanamente la valutazione, arrivando corti oppure troppo lunghi su un flat, si desidererebbe una protezione dal fondocorsa leggermente superiore al posteriore, per risparmiare le caviglie.
Secondo la guida dinamica al setup delle sospensioni pubblicata sul sito YT, il valore di Sag consigliato per la versione MX è del 32%. Con il setup di serie dell’ammortizzatore e senza compressione regolabile, su questa configurazione la Capra Core 1 arriva regolarmente a fondocorsa già su salti e drop di media grandezza, anche se non si avverte alcun rumore metallico, poiché alla fine del nuovo ammortizzatore Super Deluxe è presente un elastomero di fine corsa. Con il 28% è stato possibile ottenere un setup nel quale la bici raggiunge i propri limiti solo occasionalmente. Chi vuole davvero andare a tutto gas senza aggiungere volume spacer nell’ammortizzatore dovrà probabilmente accontentarsi di una taratura compresa tra il 25 e il 28% di Sag, sacrificando leggermente la sensibilità e la capacità di assorbimento percepita.
Ma è proprio a questa sensibilità e al comportamento più efficace nell’assorbire gli impatti che si rinuncia malvolentieri quando ci si tuffa con la bici in downhill tecnici. Peccato che l’ammortizzatore Super Deluxe Select non sia stato dotato della funzione Hydraulic Bottom Out, che rallenta la velocità di compressione nell’ultimo 25 % dell’escursione, benché in teoria fosse disponibile come opzione anche per questo modello. Probabilmente avrebbe permesso di gestire bene la risposta della sospensione agli impatti più estremi; così, invece, bisogna ricorrere ai volume spacer. La Capra Core 1 esce di fabbrica con due volume token nella camera principale, ai quali se ne possono aggiungere fino a un massimo di quattro per aumentare la progressività.
Se i foderi bassi corti rappresentano un vantaggio in termini di giocosità, richiedono qualche compromesso quando si tratta di affrontare nel modo più rapido e sicuro possibile curve smosse o tecnicamente impegnative. Con un reach più lungo e foderi bassi corti, il bilanciamento tende a spostarsi verso la ruota posteriore e serve un po’ più di decisione per caricare l’anteriore e ottenere sufficiente trazione.
YT è perfettamente consapevole di questo comportamento; anzi, rappresenta il fondamento del suo concetto geometrico con versioni da 29" e MX. È vero che nella versione interamente da 29" i foderi bassi sono più lunghi di soli 5 mm, ma in combinazione con la ruota posteriore più grande è lecito supporre che la Twentyniner sia la scelta migliore quando si va a caccia di secondi su selvaggi percorsi enduro o di gara.
Non avendo approfondito questo concetto al momento di ordinare la bici in prova, a posteriori tenderei probabilmente verso la variante da 29", poiché sui trail naturali, dove trascorro più tempo, la maneggevolezza più equilibrata offerta da foderi bassi più lunghi mi trasmette in linea di massima una maggiore sensazione di sicurezza. Se dipendesse da me, vista la mia statura, preferirei una versione con foderi bassi ancora più lunghi (a mio parere il telaio in taglia L sopporterebbe bene il carro più lungo del modello XL) abbinata a una ruota posteriore da 27,5".
Preferenze personali a parte, simili digressioni non devono sminuire la performance in discesa della Capra Core 1 MX, che è decisamente buona. Ricordando il prezzo di appena €2.699,-, è anzi davvero ottima.
Non mi è mai passato per la testa che un salto o un drop non fossero affrontabili con questa bici a causa dei suoi componenti o del telaio; nessuna critica in tal senso, fatta eccezione per la maggiore progressività desiderata dall’ammortizzatore, mi ha mai frenato.
Sebbene la RockShox ZEB sia il modello base in assoluto, con un sistema idraulico più semplice, non si può che concludere che svolga davvero un ottimo lavoro, esattamente come l’ammortizzatore RockShox Super Deluxe Select R. Nel dettaglio, entrambi rispondono con buona sensibilità e assorbono con competenza ostacoli piccoli e grandi, anche quando gli impatti si susseguono rapidamente, almeno fino a un certo punto.
Soltanto con impatti molto violenti o spigoli netti affrontati ad alta velocità, l’ammortizzatore, con il Sag correttamente regolato, tende ad arrivare a fondocorsa, presumibilmente anche perché non è possibile rallentare la compressione – e sugli ostacoli a spigolo vivo si ha l’impressione che il carro tenda un po’ a impuntarsi. Volume spacer aggiuntivi gioverebbero quindi senz’altro al setup. In queste situazioni, anche la variante con ruota posteriore da 29" potrebbe contribuire al comportamento della sospensione grazie alla superiore capacità di superamento degli ostacoli.
Nella posizione più aperta, il ritorno rimane piuttosto lento; i rider davvero leggeri potrebbero quindi essere costretti a ricorrere a un tuning interno.
Per tornare infine sul peso complessivo menzionato in salita: in discesa non si fa necessariamente notare in modo negativo. Soltanto nei bunny hop e quando si sposta la ruota posteriore esistono bici con cui queste manovre risultano più facili; ma nemmeno in queste situazioni i quasi 17 kg con pedali portano alla disperazione.
Negli sprint sui tratti più pianeggianti bisogna però, com’è naturale, accettare qualche compromesso.
Componenti
La combinazione di pneumatici Maxxis Assegai all’anteriore e Minion DHR II al posteriore è probabilmente una delle migliori in assoluto. Tuttavia, la mescola Dual Compound scelta, pur offrendo una durata enorme, è forse il principale punto debole della Core 1.
Se si gira soltanto su flowtrail prevalentemente spianati e con tempo soleggiato, la trazione non dà adito a critiche. Sul bagnato, però, la musica cambia. Con fondo umido e radici scivolose sotto le ruote, bisogna ridurre nettamente la velocità per evitare contatti indesiderati con il terreno – e anche così non si è al riparo da scivolate incontrollate.
E poiché la Capra è fatta per affrontare terreni impegnativi, anche la carcassa EXO, dalle pareti piuttosto sottili, potrebbe causare qualche foratura.
Dato che investire in un nuovo set non svuota certo il portafoglio, questo deficit è comunque facile da risolvere. Il mio consiglio: 3C MaxxGrip all’anteriore e 3C MaxxTerra al posteriore, proprio come nei pacchetti Core 3 e Core 4.
I cerchi, con una larghezza interna di 32 mm, si abbinano bene agli pneumatici e alla bici, impedendo alle gomme di deformarsi eccessivamente. Durante il periodo della review non si sono registrati raggi allentati, né discutibili ammaccature sui cerchi.
Dai freni Sram DB8 non bisogna aspettarsi miracoli. Sì, arrestano la bici senza costringere a spezzarsi le dita sulle leve. Ma rispetto ad altri prodotti sul mercato, sui tratti ripidi e ad alta velocità possono impiegare nettamente più tempo. La modulabilità, però, è molto buona, come da tradizione Sram.
La YT Postman offre un azionamento estremamente fluido, dal quale altre aziende potrebbero tranquillamente prendere esempio. Con il montaggio diretto, però, non è stato possibile posizionare il comando in modo che durante il downhill non entrasse ripetutamente in contatto con il mio pollice – e questo nonostante, per abitudine, il dito con cui freno si trovi sempre all’estremità della leva. Se anche altri dovessero avere problemi con il setup originale, può tornare utile un vecchio trucco: scambiare gli adattatori sinistro e destro tra reggisella e comando cambio, così da poter regolare entrambe le leve a una distanza accettabile.
Resta da vedere se qualcuno possa trovarsi bene con questa sella durante i tour più lunghi; in ogni caso, il mio fondoschiena e la SDG Bel Air 3.0 non sono riusciti a diventare amici.
Conclusioni
| YT Capra MX Core 1 | |
|---|---|
| Anno modello: | 2023 |
| Durata della review: | 2,5 mesi |
| Prezzo: | € 2.699,- prezzo consigliato |
| + | Eccezionale rapporto qualità/prezzo |
| + | Sospensioni efficaci |
| + | Geometria & opzioni per le ruote |
| + | Robusta |
| o | Peso |
| o | I freni potrebbero avere più mordente |
| - | Mescola degli pneumatici troppo dura |
| - | Trasmissione con escursione dei rapporti relativamente ridotta |
| Verdetto BB: | Una Funduro capace a un prezzo imbattibile. |
La YT Capra Core 1 è l’esempio perfetto di come, anche nel settore gravity, non sia necessario rapinare una banca per acquistare una bici dalle sospensioni efficaci, adatta ad avventure orientate alla discesa.
Alla luce del concetto geometrico, bisogna però valutare attentamente se scegliere la variante MX o quella da 29". Entrambe presentano vantaggi e svantaggi. In parole povere, la versione MX è particolarmente indicata per chi ama sfrecciare a velocità Mach nelle curve più strette, percorrere intere strade di montagna in manual e intraversare il carro sui salti più grandi.
Pur non avendo provato la versione da 29", l’esperienza mi consente di affermare che, con ogni probabilità, YT mantiene la promessa di una bici ottimizzata per la pura velocità in discesa. Peccato soltanto che tutte le diverse opzioni non siano state integrate in un unico telaio, cosa naturalmente più facile a dirsi che a farsi, per consentire di ottimizzare successivamente la bici in base alle diverse esigenze.
I componenti svolgono decisamente bene il proprio lavoro. Nonostante le dodici velocità, la trasmissione trarrebbe beneficio da una maggiore escursione dei rapporti. Per condizioni meteo variabili, il passaggio a pneumatici con mescola più morbida è praticamente inevitabile. Pastiglie più aggressive dovrebbero riuscire ad arrestare la bici un po’ più rapidamente. La sorpresa positiva in termini di performance è arrivata dalla forcella RockShox ZEB Base.
Come spesso accade, il periodo limitato della review non è stato sufficiente per formulare un giudizio definitivo sulla longevità dei componenti. È però già un segnale positivo che, durante questi due mesi e mezzo, nessun componente abbia smesso di funzionare o fornito un vero motivo per lamentarsi.
Se confrontassi la bici soltanto con altri modelli della stessa fascia di prezzo, la concorrenza dovrebbe prepararsi a una dura battaglia per tenerle testa sul piano del rapporto qualità/prezzo. Ma la Capra con pacchetto Core 1 non deve nascondersi nemmeno di fronte a qualche modello più costoso.
E se il programma prevedesse una giornata al bikepark, soprattutto su flowtrail e jump trail, la Capra MX occuperebbe una posizione molto alta nella mia lista di bici capaci di offrire il massimo divertimento.
| Dettagli del telaio |
| Specifiche tecniche |
| Cinematica |
| Geometria |
| Geometria |
| Allestimento |
| Trail Time |
| In salita |
| In discesa |
| Componenti |
| Conclusioni |





