Recensione del rimorchio per bici Veolo 2.0: peso e prezzo
31.08.26 07:05 472026-08-31T07:05:00+02:00Text: NoMan (Tradotto dall'IA)Foto: Erwin Haiden, S. Teodorovits (4), NoMan+Sista (2)Il rimorchio modulare pesa appena 6,7 kg, può trasportare fino a 60 kg ed è adatto a bici con ruote da 20 a 29 pollici, e-bike comprese: alla prova dei fatti.31.08.26 07:05 612026-08-31T07:05:00+02:00Recensione del rimorchio per bici Veolo 2.0: peso e prezzo
31.08.26 07:05 612026-08-31T07:05:00+02:00 NoMan (Tradotto dall'IA) Erwin Haiden, S. Teodorovits (4), NoMan+Sista (2)Il rimorchio modulare pesa appena 6,7 kg, può trasportare fino a 60 kg ed è adatto a bici con ruote da 20 a 29 pollici, e-bike comprese: alla prova dei fatti.31.08.26 07:05 612026-08-31T07:05:00+02:00Prologo
Curiosità: nella vita privata, l’autrice di BB NoMan ignora con coerenza le rivoluzioni più recenti e recentissime del settore bici. Il suo collaudatissimo setup per l’annuale vacanza attiva nel bel Salzkammergut, con tutta la famiglia e una no-car-policy autoimposta: due bici da trekking KTM del precedente millennio tecnologico, senza corrente, senza batteria, senza fronzoli; un rimorchio per bici di casa Thule, vecchio e logoro ma versatile; e in più la Woom adatta all’età del momento della figlia.
Poi, però, accadde che l’amatissimo Thule finisse preda delle fiamme. Un primo tentativo di vacanza nel Salzkammergut senza il vecchietto verde si rivelò poco soddisfacente, perché: come stipare in appena quattro borse tutto l’armamentario necessario per lunghe giornate tra monti e laghi? Dove appendere ad asciugare gli asciugamani dopo il bagno e ad arieggiare le maglie sudate? Come trasportare alla casa vacanze la spesona per due settimane di scorpacciate? E come riportare a casa la giovane leva quando non ha più voglia di pedalare?
Almeno quest’ultimo problema, nel frattempo, si è risolto da sé. Se la motivazione è quella giusta, NoMan junior ormai pedala via lasciandosi semplicemente alle spalle i genitori. Se l’entusiasmo cala, ci sono le corde da traino; senza contare che nessuna bambina di otto anni al mondo entra più in un Thule Chariot.
Per quest’estate restava quindi la questione del trasporto bagagli. Resa ancora più spinosa dal fatto che, da poco, un SUP si è aggiunto ai beni di casa e da vacanza: un modello Lite un po’ più contenuto per ingombro e peso, così da poterlo trasportare ancora ragionevolmente in bici, ovvio; ma pur sempre un SUP a tutti gli effetti (più due pagaie), non un materassino gonfiabile da bebè.
Entra in scena Veolo 2.0
In questo senso, il comunicato stampa di Johann Schmidt arrivato a maggio di quest’anno cadeva proprio a fagiolo. Il direttore generale di Veolo vi presentava il suo rimorchio rivisto, che una campagna Kickstarter avrebbe dovuto portare alla maturità produttiva.
„Per domande, interesse verso review di prodotto o ulteriori informazioni, contattatemi in qualsiasi momento. Sono sempre disponibile ad ascoltarvi“, prometteva l’industrial designer nel suo messaggio. Ed è stato di parola.
NoMan, dal canto suo, ha aggiunto al suo antiquato setup da vacanza anche la modernissima (allora sì!) Trek Fuel EX-e. Primo, perché nella documentazione stampa al Veolo 2.0 veniva attribuita un’esplicita compatibilità con le e-bike, tutta da verificare. Secondo, perché a una figlia che cresce non corrisponde certo una madre che ringiovanisce o diventa addirittura più allenata, cosa che negli ultimi tempi si era fatta sentire nei traini occasionali …
Nella tranquilla Bad Goisern si è infine riunito ciò che per le tre settimane successive – queste ultime trascorse nel Waldviertel, dove sono state scattate anche la maggior parte delle foto della review – era destinato a stare insieme: biciclette a una traccia, rimorchio a due tracce e famiglia di tre persone.
Bici trainante a una traccia, rimorchio a due tracce, famiglia di tre persone
La vacanza può cominciare!Progettato come un attrezzo sportivo
Sulla carta, il Veolo 2.0 ha evidentemente convinto fin da subito: l’obiettivo di crowdfunding di 120.000 euro è stato più che raggiunto, con esattamente € 185.997,-. Per chi non ricorda più i dettagli tecnici o non vuole rileggersi ora l’intera presentazione di Bikeboard, ecco in estrema sintesi ciò che conta:
Il Veolo 2.0 è un rimorchio per bici modulare e ammortizzato, progettato per ruote da 20 a 29 pollici, che colpisce per una portata massima di 60 kg a fronte di un peso proprio di appena 6,7 kg.
Rispetto al predecessore, il rimorchio a due tracce è stato rivisto in modo mirato: il telaio in alluminio è ora più stretto di 10 cm e più lungo di 10 cm, caratteristiche che, abbinate al passo ottimizzato e al baricentro basso (luce da terra sotto la scocca tessile: 16 cm), dovrebbero garantire una stabilità su strada particolarmente elevata. Con una larghezza massima di 68 cm, ruote comprese, montabili tramite pratici mozzi Quick-Lock, il rimorchio passa inoltre ovunque trovi spazio un comune manubrio da bici, pur offrendo nella vasca di base una capacità pari a due casse di bevande o a due grandi Eurobox.
| Peso proprio | 6,7 kg (secondo il produttore) |
|---|---|
| Portata | 60 kg |
| Piano di carico (base) | 92 x 40/49 cm |
| Volume (borsa) | circa 200 l |
| Dimensioni telaio (senza ruote) | 100 × 62 × 13 cm (A) |
| Dimensioni complessive (con ruote/timone) | 148 x 68/60,5 x 51 cm |
| Luce da terra sotto la scocca tessile | 16 cm |
| Materiali | alluminio 6061, tessuto rinforzato con carbonio, materiale plastico, acciaio |
| Compatibilità ruote/bici | 20-29 pollici |
| Sospensione | Sospensione elastomerica autoregolante integrata nel telaio, in due rigidità (5-45 kg/40-60 kg) |
| Sospensione delle ruote | Sospensione indipendente brevettata, fresata CNC e forgiata (compressione indipendente, baricentro basso) |
| Volume (borsa) | circa 200 L, ampio vano principale incl. 2 divisori di carico con fissaggio Velcro, due tasche laterali |
| Capacità (Long Load-Set) | attrezzature per sport acquatici fino a 3,5 m |
| Fissaggi | Borsa: sistema magnetico Add-on a sgancio rapido, senza attrezzi Set per sport acquatici: viti con rondelle |
| Attacco | Sistema Click & Go secondo il principio Thule con testa sferica, 65 g, azionabile con una mano, bloccabile con chiave |
| Cavalletto/protezione telaio | Staffa ribaltabile in acciaio inox, deflettore integrato, catarifrangenti |
L’elemento tecnico centrale è il sistema di ammortizzazione del telaio. La sospensione indipendente brevettata, fresata CNC e forgiata, consente alle due ruote di comprimersi separatamente l’una dall’altra. Il sistema è abbinato a una sospensione elastomerica integrata nel telaio e di ridotta manutenzione, che assicura uno smorzamento progressivo e può essere adattata a differenti condizioni di carico (5-45 kg/40-60 kg).
Per il collegamento alla bici trainante, il modello si affida a un sistema di attacco anch’esso rivisto, basato sull’affermato principio Thule. Rispetto a quello del predecessore, questo attacco ha perso parecchio peso e ora ferma la bilancia ad appena 65 grammi (secondo il produttore, è il più leggero sul mercato); si aziona comodamente e in un lampo con una sola mano e può perfino essere chiuso a chiave.
Un ruolo portante, nel vero senso della parola, spetta alla resistente scocca tessile rinforzata con carbonio e caucciù, che offre un supporto robusto e combina con intelligenza un leggero materiale ripstop con un tessuto a rete ad asciugatura rapida, attraverso il quale i liquidi possono defluire facilmente.
Sul frontale, un deflettore integrato protegge il telaio dai danni e impedisce agli oggetti di infilarsi tra ruota e rimorchio. La struttura del telaio è completata da un supporto integrato che, e qui chi usa rimorchi monotraccia probabilmente diventerà invidioso, consente di parcheggiarlo in posizione stabile.
A completare la dotazione c’è un intelligente add-on: grazie a un supporto da parete compatibile (€ 39,-), il rimorchio ripiegato in piano può essere riposto in verticale occupando circa un metro quadrato.
La versatilità è la carta vincente
La versione 2.0 esprime tutta la sua versatilità grazie al sistema modulare rivisto, che permette di adattarla alle esigenze individuali, o perfino di passare senza soluzione di continuità da un ambito d’impiego all’altro.
Tramite un sistema magnetico a sgancio rapido con punti di fissaggio Fidlock (oppure viti per le staffe SUP), diversi moduli accessori si montano in un batter d’occhio e senza attrezzi sulla base, attualmente in vendita a 790 euro, vale a dire il telaio con la scocca tessile. Tra gli allestimenti disponibili figurano
- una borsa tessile imbottita con divisori flessibili e 200 litri di volume a € 269,-
- un’ampia Cargo-Box resistente alle intemperie, con un volume di carico fino a 220 litri (€ 290,-)
- una cuccia su ruote per trasportare in sicurezza gli animali domestici a € 360,-
- un set per carichi molto lunghi, come attrezzature per sport acquatici o SUP, che richiede anche un timone specifico e costa complessivamente 249 euro.
Tradotto in moneta sonante: alla rispettiva bici da tiro erano agganciati € 1.059,- o € 1.039,- di prezzo consigliato.
Spazio a volontà
Per tornare allo scenario d’uso della nostra prova pratica descritto all’inizio: l’obiettivo principale era scorrazzare in famiglia da un lago o da una spiaggetta all’altra, a volte semplicemente seguendo il percorso più adatto a una bambina per andare da A a B, altre volte con una „vera“ escursione in bici, e anche in montagna, dalla difficoltà adeguata all’età, seguita da un tuffo nell’acqua fresca.
Nel rimorchio finiva quindi tutto ciò che padre, madre e figlia possono desiderare in giornate del genere: coperta da picnic, asciugamani, libri, giochi anche acquatici, provviste in abbondanza, costumi e ciabatte da bagno, caricabatterie e/o Range Extender, sempre anche giacche antipioggia e pantaloni lunghi, scarpe robuste, zaino giornaliero, kit di primo soccorso e, a seconda delle caratteristiche dell’accesso all’acqua previsto, anche il SUP con i relativi accessori, tutto imballato.
Con lo Stand-Up-Paddle, nella borsa gialla lo spazio si faceva un po’ stretto, ma in linea di massima la sua sacca relativamente snella riusciva ancora a entrarci per un soffio, almeno in lunghezza. Senza tavola, invece, in termini di spazio regnava il lusso puro, vista la capacità della Veolo Bag 2.0, naturalmente resistente alle intemperie.
Tre persone, tre scomparti, zero stress
I divisori di carico della Veolo Bag 2.0 aiutano a mantenere l’ordine e consentono di separare chiaramente i diversi carichiAbbiamo imparato presto ad apprezzare il fatto che l’enorme vano principale potesse essere suddiviso in tre scomparti di pari dimensioni grazie a due divisori con chiusure in Velcro: parola d’ordine, separazione dei carichi. Minuteria, cinghie di fissaggio, attrezzi e tutto il resto trovavano posto nelle due tasche laterali sui lati corti, dove restavano facili da ritrovare. Per una sensazione più marcata di sicurezza durante la marcia, una zip non guasterebbe; in realtà, però, non abbiamo mai perso neppure lontanamente un solo bagaglio.
Una soluzione molto flessibile è la combinazione tra chiusura roll-top e cordino elastico incrociato, regolabile tramite fermacorda. Garantisce tanto un accesso rapido e uno stivaggio impermeabile quanto una compressione efficiente e può, a scelta, massimizzare lo spazio interno della borsa oppure fissare sopra di essa bagagli aggiuntivi, capi d’abbigliamento e altro ancora.
Nel complesso, con tutti i suoi rinforzi, passanti, imbottiture, cinghie e occhielli, la borsa appare molto robusta e ben realizzata. Il montaggio tramite supporti Fidlock è un gioco da ragazzi e si sbriga in fretta. Trasportarla piena, invece, nonostante la tracolla imbottita potrebbe diventare una bella challenge per via delle dimensioni: noi ce ne siamo ben guardati, dopotutto per portare i carichi c’è il rimorchio.
L’unico appunto alla borsa riguarda le due cinghie di trasporto laterali. Tendono a sfregare sulle ruote. Un bottone a pressione o qualcosa di simile per fissarle potrebbe risolvere il problema e rendere superflua la nostra soluzione improvvisata con una cinghia.
Attenzione, veicolo lungo!
Più per curiosità che per necessità, abbiamo usato il set per sport acquatici anche per andare soltanto alle „spiagge di casa“ sull’Hallstättersee o sul Kamp, entrambe distanti circa cinque chilometri. In fondo, gonfiare e sgonfiare un SUP è un lavoraccio. Poterselo risparmiare ogni tanto e partire direttamente da casa già pronti all’uso ha quindi il suo fascino, per non parlare dell’aspetto decisamente fuori dal comune in versione Long Vehicle.
Le staffe dell’allestimento Long Load, però, erano quasi sempre con noi, e non soltanto perché in un caso il loro montaggio si era rivelato duro e macchinoso*. Hanno fatto da pratico aiuto per spingere, appendiabiti, supporto per creare ombra e stendibiancheria, conquistando così il massimo dei voti nell’elezione familiare dell’accessorio preferito.
*Insieme al product designer Johann Schmidt abbiamo individuato, come causa dei problemi di fissaggio sul nostro prototipo, alcuni fori praticati nel tubo non perfettamente al centro. Come assicurato dal fondatore di Veolo, gli utensili per la lavorazione dei tubi sono stati ulteriormente ottimizzati, perciò nella produzione di serie non dovrebbe più incepparsi nulla.
Gli sguardi degli altri
La cosa più cool del set per sport acquaticiTrasformando una bici in un mezzo da trasporto lungo quasi esattamente il triplo e pesante il doppio, inevitabilmente si perdono le sue consuete qualità di guida. Di conseguenza, Johann Schmidt non consiglia un veicolo così lungo per le lunghe distanze e/o i terreni impegnativi. A ispirare la sua invenzione sono stati probabilmente brevi tragitti verso la spiaggia o servizi navetta tra i punti di partenza e di arrivo.
Ciò nonostante, è stato sorprendente vedere quanto l'E-MTB di NoMan rimanesse imperturbabile e soprattutto agile nonostante l'appendice XXL: per fare inversione bastavano, ad esempio, una strada a una sola corsia e la relativa banchina. Se all'inizio si temeva di decollare a ogni dosso, ben presto si è tornati ad avere fiducia nella forza di gravità & Co. E se ci si immaginava già a sbandare e ondeggiare, poco dopo la constatazione, non senza stupore, era: ma sì, funziona!
Tutto con criterio e moderazione, naturalmente. Un convoglio del genere non tollera né bruschi cambi di velocità né curve affrontate senza usare la testa. Lo eviteremmo tanto in città quanto su piste ciclabili o strade molto trafficate. Ma il solitario sentiero tra i prati verso Untersee, la sterrata tra i vigneti del Kamp: perché no? Se velocità e pendenza restano abbastanza costanti, infatti, si procede con sorprendente facilità. Senza contare che gli sguardi degli altri sono davvero spassosi.
Disclaimer: non provare a rifarlo! Un rimorchio montato in modo così improprio può essere messo in funzione solo da stuntwoman qualificate e dotate, per giunta, di una vasta esperienza in materia di peluche!Disclaimer: non provare a rifarlo! Un rimorchio montato in modo così improprio può essere messo in funzione solo da stuntwoman qualificate e dotate, per giunta, di una vasta esperienza in materia di peluche!
In viaggio
L'impiego di gran lunga più frequente è stato con il timone corto e un carico più o meno pesante nella borsa gialla. Ed è qui che il Veolo 2.0 si è presto rivelato un pacchetto davvero riuscito sotto ogni aspetto.
First things first: i veri appassionati di trail potrebbero criticare la limitata capacità fuoristrada di un rimorchio a due ruote, visto che uno monoruota segue più facilmente la bici, soprattutto quando si superano ostacoli sul percorso. Sette anni di vita quotidiana e vacanze con il Thule Chariot, però, hanno insegnato a NoMan che la stabilità da fermo quando lo si parcheggia sganciato è almeno altrettanto importante, che una valida funzione da passeggino o carretto amplia ancora una volta in modo decisivo il campo d'impiego e che il tanto citato rischio di restare incastrati è più teorico che reale. Scegliendo linea e velocità con un minimo di lungimiranza, con i sistemi a due ruote si può fare sorprendentemente tanto. Non da ultimo perché il baricentro rimane basso e il comportamento della bici trainante resta quindi quello abituale.
Nel caso del Veolo 2.0 c'è poi un altro aspetto: grazie alle ruote inclinate, ribaltarlo durante la marcia sembra impossibile. Ci abbiamo provato davvero. Invano.
Mai un corpo estraneo, sempre parte del sistema
Quando rimorchio, bici trainante e chi guida diventano una cosa sola, probabilmente c’è lo zampino di VeoloIn linea di massima, però, la pianificazione degli itinerari ha seguito un obiettivo ben preciso: non far passare a NoMan junior la voglia di andare in bici. Quindi, per ora, niente estremi quanto a difficoltà tecnica, fondo o pendenza, né in salita né in discesa. La maggior parte degli itinerari scelti si sarebbe potuta affrontare piacevolmente anche con una gravel bike: sterrate ben tenute, romantici sentieri tra i prati, strade secondarie poco trafficate, note piste ciclabili e solo sporadici, brevi passaggi tra radici e sassi. Da questo punto di vista, dunque, il Veolo 2.0 non è stato certo spinto al limite.
Eppure, anche in modalità soft, le sue splendide qualità di guida si sono fatte sentire fin dall'inizio. Ben piantato a terra, seguiva la bici con agilità: nessuna sbandata, nessuna perdita di aderenza. Anche quando il terreno diventava un po' più sconnesso o profondo (momento clou: un greto ghiaioso lungo la Traun), il rimorchio dava prova di una stabilità convincente. Ma soprattutto collaborava sempre con la bici trainante, mai contro. Chi conosce gli strattoni sull'attacco e quel continuo dondolio avanti e indietro, sempre opposto agli impulsi della pedalata e particolarmente evidente sui pedali, sappia che con il Veolo 2.0 non succede.
Soprattutto in combinazione con un'e-bike, questa caratteristica vale oro: scattare in modalità Turbo, passare di forza sugli ostacoli con il Boost, la tipica risposta binaria in partenza ... con il Veolo, che sembra sempre parte integrante della bici trainante, tutto questo è perfettamente immaginabile.
Circa 20 kg di peso extra non impressionano più di tanto un'E-MTB, neppure se si tratta di un modello Lite. Lo conferma anche il consumo della batteria. In frenata, certo, non guasta ricordarsi per tempo del peso aggiuntivo. Ma sostenere che lo spazio di frenata aumenti in modo marcato sarebbe esagerato.
Diverso il discorso con la bici da trekking, che NoMan ha portato fuori per gioco in due brevi giri con il rimorchio. Il caso ha voluto infatti che sulla KTM fosse ancora montato l'asse con l'attacco per il Thule. Sostituito al volo il supporto, si è partiti, anche se con il freno tirato. Da un lato, infatti, il Veolo 2.0 si faceva sentire eccome sui polpacci, ormai lasciati completamente soli a fare il lavoro. Dall'altro, vista la modesta larghezza e tassellatura degli pneumatici della bici da trekking, su qualche ripido tratto sterrato il divertimento, o meglio la trazione, finiva presto. Sia in salita sia in discesa.
... abbassi il cavalletto e il rimorchio sta in piedi! Nella versione di serie, grazie al supporto in plastica ottimizzato, sarà di certo anche solidissimo.... abbassi il cavalletto e il rimorchio sta in piedi! Nella versione di serie, grazie al supporto in plastica ottimizzato, sarà di certo anche solidissimo.
Utilizzo intuitivo
A proposito di assi, attacchi e supporti. Questi e molti altri elementi dimostrano quanto scrupolosamente il team di Leipzig abbia riflettuto praticamente su ogni dettaglio del proprio rimorchio. E il fatto che, al momento di montarlo, non fosse ancora disponibile alcun manuale e che tutto sia stato comunque completato in fretta dimostra quanto siano intuitive le soluzioni adottate.
Persino per una totale profana della tecnica come NoMan sono immediatamente comprensibili, ad esempio, le spiegazioni sugli standard degli assi e sulla conformazione dei forcellini presenti nella homepage del prodotto: anche il più sprovveduto può capire come montare l'attacco e che cosa occorre per farlo.
Altrettanto intuitivi sono tutti quei bei meccanismi a scatto: dal fermo della testa sferica del timone ai punti di fissaggio magnetici Fidlock, fino ai mozzi Quick-Lock, grazie ai quali le ruote si montano e smontano in pochi secondi.
Soltanto l'estremità del timone ha fornito materia di discussione in famiglia. Si riuscirà mai al primo colpo ad avvolgere intorno al telaio il cavo in Kevlar, pensato come sicurezza d'emergenza, e a farlo passare nell'asola in modo che la pallina non inizi a penzolare e sferragliare fastidiosamente o, peggio, finisca impigliata nel disco del freno? Questa soluzione, mutuata dalla vela, aveva già dato buoni risultati sul modello precedente e funziona bene, fa sapere Johann Schmidt. Se necessario, il cavo va accorciato alla lunghezza giusta affinché non possa finire nella ruota o nel freno a disco. D'accordo, solo che sul materiale ricevuto in prestito per la review non possiamo certo metterci a tagliuzzare.
Anche l'ingegnosissimo piedino d'appoggio si è rivelato troppo gracile e cedeva regolarmente quando si tentava di parcheggiare il rimorchio. A ben guardare, però, il punto debole sembrava essere più il supporto che la staffa in acciaio inox. Sul prototipo è ancora soltanto un semplice pezzo stampato in 3D, ma nella produzione di serie sarà notevolmente rinforzato, così che il componente in plastica possa reggere le sollecitazioni.
Conclusioni
Carrello della spesa a due ruote, rimessa mobile per imbarcazioni o affidabile espresso dei peluche: con la borsa e il set per sport acquatici, gli impieghi del Veolo 2.0 sono tanto versatili quanto divertenti. Con la sua impressionante capacità di carico da una parte e l'adorabilmente stravagante configurazione Long Load dall'altra, è un compagno ben studiato per le più diverse attività in vacanza, dal passare da un lago all'altro fino alla spesa formato famiglia. Abbinato ad altri moduli, ha probabilmente tutte le carte in regola per diventare anche un eroe metropolitano e un dog sitter.
Leggero, agile e stabile, il nuovo rimorchio convince tanto nelle piccole escursioni quanto nei lunghi viaggi grazie a un comportamento su strada davvero eccellente. Mai un corpo estraneo, bensì sempre una parte del sistema che collabora attivamente, sembra al contempo progettato con una robustezza tale da affrontare senza battere ciglio anche viaggi lunghi e massacranti.
Unito alla gestione intuitiva e ai pochi punti critici che, fatta eccezione per le cinghie di trasporto che sfregano, dovrebbero peraltro risolversi tutti con la produzione di serie, questo nuovo arrivato è una dritta da non perdere per chi ama i rimorchi a due ruote capaci di offrire qualcosa in più.
Rimorchio multifunzione adatto al fuoristrada
to make a long story short| Prologo |
| Entra in scena Veolo 2.0 |
| Progettato come un attrezzo sportivo |
| La versatilità è la carta vincente |
| Spazio a volontà |
| Attenzione, veicolo lungo! |
| In viaggio |
| Utilizzo intuitivo |
| Conclusioni |


