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Dentro RATA

Dentro RATA

09.12.25 09:39 196Text: Andi Lipp mit Birgit Bless (Tradotto dall'IA)Foto: Marco FischerQuando le sfide mentali superano la sfida fisica. La mountain biker Birgit Bless sposta, deliberatamente ma in modo spontaneo, gli standard durante il Race Across the Alps.09.12.25 09:39 208

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09.12.25 09:39 208 Andi Lipp mit Birgit Bless (Tradotto dall'IA) Marco Fischer
  • AI generated translation
  • AI-generated translation refers to the process of using artificial intelligence, particularly machine learning models, to automatically translate text or speech from one language to another. These systems, such as neural machine translation models, analyze large datasets of multilingual content to learn patterns and associations between languages. The generated translations are based on statistical probabilities and context learned during training.
Quando le sfide mentali superano la sfida fisica. La mountain biker Birgit Bless sposta, deliberatamente ma in modo spontaneo, gli standard durante il Race Across the Alps.09.12.25 09:39 208

Il primo raggio di luce si posa sulle aspre cime delle Alpi, le punte dei pini si tingono del rossore dell'alba. Un cuculo interrompe il silenzio mattutino con il suo richiamo impressionante — e crea la colonna sonora perfetta.
Il cono di luce dei fari dell'auto di scorta scorre attraverso il bosco lungo la strada che sale al passo del Mortirolo. In esso si delineano i contorni di una ciclista: Bigi Bless. Come se il cuculo volesse annunciarla …

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All'improvviso tutto diverso

Birgit Bless, o Bigi, come la chiamano tutti, corre il Race Across the Alps - l'ultradistanza ciclistica più dura al mondo in rapporto tra dislivello e chilometri. In 32 ore attraversa una volta la dorsale principale delle Alpi e ritorno: dal Tirolo si va nella Val Venosta altoatesina, nella (Bassa) Engadina svizzera, poi nella Lombardia italiana, quindi di nuovo nell'Engadina alta, attraverso la Bassa Engadina e nuovamente la Val Venosta verso il Tirolo.
In realtà. Perché una frana sopra Bormio poco prima della partenza ha imposto una modifica dell'ultimo minuto al percorso. E ha posto Bigi di fronte a una vera sfida!

Considerando i dati chiave del Race Across the Alps - 14.000 metri di dislivello su 525 km di percorso - si potrebbe pensare che il tracciato di per sé sia già abbastanza impegnativo. Ma proprio qui sta il punto: un'impresa del genere richiede pianificazione e una logistica funzionante.
Perfetto per una persona organizzata, come Bigi Bless. Ma è anche il suo tallone d'Achille: "Funziono se c'è struttura. Se questa all'improvviso viene meno, perdo la mia sicurezza", dice la creatrice di contenuti svizzera ricordando la fase pre-partenza.
In questa incertezza il team l'ha aiutata a discutere il nuovo percorso e a rivedere la tempistica. Questa pianificazione minuziosa le ha ridato infine la tranquillità. "Allora sapevo: sono pronta per questa gara."

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Nervosità incontra entusiasmo

Mercoledì, due giorni prima dell'inizio della gara, Bigi voleva fare le valigie, ma fu subito assalita dalla sensazione di aver dimenticato qualcosa di importante. Non era la gara in sé a preoccuparla, ma tutto il contorno: l'organizzazione dell'abbigliamento, l'alimentazione, il meteo, l'assistenza. "Non ero nervosa per la prestazione. Sapevo che ce l'avrei fatta. Ma se tutto il resto non funzionava? Questo mi metteva in crisi."

Giovedì sera l'ansia aumentò, accompagnata da un'anticipazione quasi tangibile. Finalmente la trentenne appassionata di enduro voleva mostrare per cosa si era allenata duramente e meticolosamente per 18 settimane.
Durante il briefing ufficiale avvertì la realtà dell'impresa: i dati erano schiaccianti, l'impegno imminente sembrava infinito. "È stato lì che ho capito davvero cosa mi aspettava", racconta Bigi, ancora visibilmente impressionata dalla sua esperienza al Race Across the Alps.

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All'inizio aveva deciso di restare nella scia del gruppo. Ma già dopo pochi minuti il ritmo era così alto che decise deliberatamente di lasciarsi staccare. "Avrei potuto tenere il passo, ma sapevo: sarebbe stato un errore. Devo mantenere il mio ritmo."
Mentre gran parte del gruppo scappava via, l'educatrice sociale qualificata rimase fedele alla sua linea. All'imbocco del Passo dello Stelvio sembrava che le statue di legno le tributassero un applauso silenzioso per la sua decisione. Se lo era senza dubbio meritato, già a questo punto così precoce. Anche e soprattutto in considerazione del superamento di tutte le sfide mentali. E quelle non finivano ...

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Nel flow

Al Passo dello Stelvio bigiii, come si fa chiamare la svizzera su Instagram, ha vissuto un momento di profonda chiarezza. Il paesaggio, il silenzio, il proprio ritmo uniforme: tutto sembrava in armonia. "Ho dimenticato che ero in gara. È stato semplicemente bello", ricorda quasi estasiata la mountain biker qualificata ripensando alla gara.

Il primo rifornimento più consistente avvenne lungo la salita. Ha affrontato la discesa verso Santa Maria in Val Müstair a tutta velocità. Lì l'aspettava suo padre. "Questo incontro mi ha dato così tanto."

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Attraverso la notte

Il crepuscolo si è fatto sentire. Dopo sei o sette ore in sella sorsero i primi dubbi: Come avrebbe fatto a reggere ancora per 20 ore? Al Passo Flüela Bigi fu accolta dalla sua squadra. Il tramonto lì divenne un momento quasi spirituale: "Pensavo a tutti coloro che avevano investito tempo, denaro ed energia in me. Non volevo deludere nessuno."

Poi iniziò la notte. Per la prima volta Bigi attraversò le Alpi al buio. "Era meraviglioso. Silenzioso. Sincero. E anche un po' inquietante." Al Passo Albula incontrò amici che la incitarono inaspettatamente.
Ma poco dopo arrivò il primo momento di vera stanchezza. Proseguì grazie alla caffeina. Un compagno di corsa si unì a lei; insieme percorsero alcuni chilometri. "Questo mi ha fatto incredibilmente bene."

 Era meraviglioso. Silenzioso. Sincero. E anche un po' inquietante. 

Per la prima volta Bigi attraversò le Alpi di notte.
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Verso le 2:30 del mattino la colse un colpo di sonno.
Da sola, senza veicolo di supporto, in mezzo all'Italia.
"Mi sono addormentata per un attimo. È stato intenso."
Solo più tardi la svizzera ritrovò la sua squadra: tramite l'auricolare rimasero in contatto, mentre si faceva strada sul Mortirolo partendo da Mazza.
"Dimmi qualcosa. Qualsiasi cosa. Altrimenti mi addormento!", disse a uno dei suoi assistenti.
Parlarono poi semplicemente di qualsiasi cosa.
Questo tenne Bigi sveglia.

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 Mi sono addormentato per un attimo. È stato intenso. 

Microsonno. Da solo, senza il team di assistenza, nel bel mezzo dell'Italia.
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Fino all'alba. L'alba arrivò puntuale. E con essa nuova energia. Perfino la documentazione della sua avventura tornò alla memoria: Durante la discesa dal Passo Mortirolo in direzione di Monno, al vedere un imponente murale proprio sulla strada, comunicò al veicolo di accompagnamento: "Andate avanti! Fate delle foto!".
Ma quando si rese conto che subito dopo bisognava affrontare di nuovo il Passo Bernina, la trentenne fu colpita da un contraccolpo mentale: "Dovevo costringermi a pensare a tratti. Tirano. Poi il lago. Poi la Bernina." Contemporaneamente aumentarono i dolori: ginocchia, mani, dita dei piedi, collo. Solo le gambe hanno retto, ricorda Bigi: "Le mie gambe non hanno mai fatto male. Hanno semplicemente funzionato."

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Inarrestabile

In cima al Bernina la debuttante della RATA era al limite. Di testa. Si fermò brevemente, si rigenerò per dieci minuti. Poi riprese. Poco dopo la aspettava Fabio, il suo ragazzo, che l'accompagnò per un tratto: "Questo mi ha dato davvero tanto. Questa distrazione è stata preziosissima."
Quella fu la spinta perfetta per le ultime ore, perché anche quelle si sono rivelate dure: il Passo Umbrail è stato brutale. 1.400 metri di dislivello di seguito. Subito dopo lo Stelvio. In totale 1.800 metri di dislivello. Senza pause. E vento contrario. "Ero al limite", ammette Bigi. Ma un pensiero la spinse: se in quel momento avesse dato di nuovo tutto, sarebbe rimasta sotto le 30 ore, ricorda: "Questo mi ha motivata ancora una volta!"
Ce l'ha fatta. E anche se la gara ormai è da tempo conclusa, l'esperienza sembra ancora irreale: "Non ho ancora realizzato quello che ho fatto", confessa la creatrice di contenuti quasi timidamente.

Alla fine non c'è solo la sua prestazione, ma quella di un'intera squadra - e da parte di Bigi infinita gratitudine per aver avuto una squadra così e poter contare su tutti.
Allenamento, organizzazione, assistenza, equipaggiamento - tutto si è incastrato. "Sono forte. E con una mentalità forte si possono spostare le montagne." O, in meno di 30 ore, affrontare più di 540 chilometri e oltre 14.000 metri di dislivello. Con spossatezza. Con orgoglio. E con un biglietto per la Race Across America in tasca ...

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