Shimano GE900 vs. GE900 HS: due scarpe, un solo percorso

Shimano GE900 vs. GE900 HS: due scarpe, un solo percorso

16.10.26 10:33 1Text: Luke Biketalker, Erwin Haiden (Tradotto dall'IA)Foto: Erwin HaidenLe denominazioni di prodotto sobrie sono una tradizione in casa Shimano. Anche nel catalogo di calzature giapponese. Dietro la poco appariscente sigla "GE" si cela la famiglia Gravity sviluppata internamente. I suoi modelli di punta, GE900 e GE900 HS, condividono alcuni tratti estetici, ma sono davvero "due paia di scarpe" differenti. Mentre uno punta su un mix equilibrato di stabilità e mobilità, l’altro adotta un approccio decisamente più intransigente.16.10.26 10:33 59

Shimano GE900 vs. GE900 HS: due scarpe, un solo percorso

16.10.26 10:33 59 Luke Biketalker, Erwin Haiden (Tradotto dall'IA) Erwin Haiden
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Le denominazioni di prodotto sobrie sono una tradizione in casa Shimano. Anche nel catalogo di calzature giapponese. Dietro la poco appariscente sigla "GE" si cela la famiglia Gravity sviluppata internamente. I suoi modelli di punta, GE900 e GE900 HS, condividono alcuni tratti estetici, ma sono davvero "due paia di scarpe" differenti. Mentre uno punta su un mix equilibrato di stabilità e mobilità, l’altro adotta un approccio decisamente più intransigente.16.10.26 10:33 59

Chi in mountain bike preferisce muoversi dove il terreno diventa ripido, veloce e sconnesso ha esigenze particolari anche in fatto di calzature. Nel segmento Gravity, dopotutto, non si tratta esclusivamente di pedalare con la massima efficienza possibile. Almeno altrettanto importanti sono un collegamento stabile con la bici, un’ammortizzazione sufficiente e, soprattutto, una protezione affidabile per piedi e dita. Perché, al più tardi quando una roccia si avvicina pericolosamente o la radice a bordo sentiero finisce comunque per sfiorare le dita, qualche grammo risparmiato passa rapidamente in secondo piano. Anche nella redazione di Bikeboard ricorriamo volentieri a modelli di questo tipo per review e shooting su trail sconosciuti. Con GE900 e GE900 HS, Shimano propone ben due modelli di punta per questa declinazione della mountain bike. Entrambi sono concepiti per l’impiego Gravity più duro e, almeno per quanto riguarda l’impostazione di base, si sentono a casa ovunque si faccia sul serio. Nel bike park, sugli impegnativi trail enduro o su vere piste downhill: protezione, controllo e un collegamento quanto più sicuro possibile con il pedale sono chiaramente in primo piano.

I giapponesi seguono però due filosofie differenti. Il classico GE900 vuole conciliare rigidità e mobilità, mentre il GE900 HS, abbreviazione di „Hot Seat“, con una struttura nettamente più rigida intende rivolgersi soprattutto ai Gravity racer più ambiziosi. Terremo entrambi i modelli in redazione fino alla primavera. Luke Biketalker e il dichiarato seguace di Shimano NoSane torneranno all’inizio della prossima stagione con un aggiornamento su calzata, ambito d’impiego, durata e molto altro.

 Un racer senza compromessi incontra un versatile compagno per le discese. 

La gamma Gravity di Shimano
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Ben attrezzate per il terreno più duro

Che né il GE900 né il GE900 HS siano stati sviluppati per limare anche l’ultimo grammo diventa evidente già al primo contatto. Entrambe le scarpe si presentano estremamente robuste, con una massiccia costruzione della suola, materiali della tomaia resistenti e ampi rinforzi intorno alla punta e al tallone.

Nell’impiego Gravity, la protezione delle dita merita particolare attenzione. Chi ha già urtato una pietra o una radice a velocità sostenuta sa che un solido puntale è molto più di un simpatico dettaglio dell’equipaggiamento. Anche lateralmente, le sezioni rialzate della suola offrono una protezione supplementare dai contatti indesiderati con il terreno. Nella zona della caviglia, entrambi i modelli adottano un collarino elastico in neoprene, che aderisce all’articolazione e dovrebbe ridurre l’ingresso di sporco, polvere e sassolini. Una soluzione senz’altro sensata soprattutto sui tracciati asciutti dei bike park o durante lunghe discese su ghiaione smosso. A garantire la necessaria tenuta del piede provvede, su entrambi, un BOA Fit System abbinato a un’ulteriore chiusura in velcro nella zona dell’avampiede. Il GE900 utilizza una rotella L6 protetta, mentre per l’HS Shimano sceglie la variante Li2F, dal profilo più basso e con un passaggio dei cavi rivisto. Il posizionamento protetto delle rotelle dovrebbe impedire che il contatto con rocce o altri ostacoli provochi un’apertura involontaria o danni.

Il concetto di base è dunque simile per entrambe le scarpe: calzata e rimozione semplici, regolazione precisa e tenuta quanto più sicura possibile quando sul trail si comincia a fare sul serio.

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Una suola per ogni situazione?

Per quanto riguarda la suola esterna, le somiglianze sono numerose. Sia il GE900 sia il GE900 HS dispongono della suola ULTREAD-GE di Shimano, la cui mescola di gomma e il cui battistrada sono stati sviluppati appositamente per l’impiego Gravity ed enduro. Da un lato dovrebbe offrire un grip affidabile nei tratti da percorrere a piedi o spingendo la bici, dall’altro assicurare il massimo controllo possibile sul pedale. A questo scopo, entrambe le scarpe presentano un marcato canale per il pedale, pensato per offrire un appoggio stabile sui pedali SPD opportunamente sagomati anche quando si è sganciati. Un altro dettaglio interessante è l’ampio intervallo di regolazione delle tacchette SPD. Le tacchette possono così essere spostate relativamente indietro, verso il mesopiede. Una posizione spesso preferita proprio nel Gravity, perché consente di sostenere il piede sul pedale in modo più centrale e può ridurre il carico nella zona dell’avampiede. Chi in discesa pensa meno a una pedalata il più possibile rotonda e più a un appoggio stabile potrebbe drizzare le orecchie.

Fin qui, dunque, molte somiglianze. La differenza decisiva tra i due modelli di punta si nasconde però un piano più in alto, ovvero nella costruzione dell’intersuola.

GE900: stabile, ma non rigida come un blocco

Sul classico GE900, Shimano utilizza la cosiddetta tecnologia TORBAL 2.0. Si tratta di un’intersuola rinforzata in carbonio che crea una piattaforma stabile nella zona centrale, consentendo al contempo movimenti torsionali mirati. Soprattutto lateralmente e nella parte posteriore della suola viene così mantenuto un certo grado di mobilità. Secondo Shimano, ciò dovrebbe favorire il controllo della bici, perché la scarpa non si comporta in modo completamente rigido nei rapidi cambi di direzione e in curva. La struttura è completata da un’ammortizzazione in EVA multistrato, pensata per assorbire urti e vibrazioni e offrire così comfort e stabilità supplementari. Almeno sulla carta, il risultato è un mix interessante: abbastanza rigido per pedalare in modo efficiente e garantire un appoggio sicuro, ma al tempo stesso sufficientemente flessibile da non limitare del tutto la naturale mobilità del piede.

Questo carattere emerge già alla prima prova. Il GE900 appare sì estremamente solido e tutt’altro che morbido, ma nel confronto diretto con l’HS consente una rullata del piede nettamente più agevole. Camminando risulta quindi più naturale e meno ingombrante. Inizialmente potrebbe sembrare un aspetto secondario, ma nell’uso quotidiano enduro può diventare senz’altro rilevante. Dopotutto, non tutti i trail terminano direttamente alla risalita e, a volte, per raggiungere la discesa successiva bisogna percorrere qualche metro che conviene fare a piedi. Un aspetto importante anche durante i nostri shooting. NoSane fotografo nel sottobosco, noi rider costretti a tornare più volte al punto dello scatto: in tutte queste situazioni, una buona camminabilità torna utile.

Nel complesso, il GE900 si presenta come una versatile scarpa Gravity che cerca di conciliare un impiego aggressivo in discesa con una certa praticità quotidiana. La nostra tesi: non necessariamente la prima scelta universale per tour di molte ore con innumerevoli metri di dislivello, ma certamente un candidato interessante per chi ama scatenarsi in discesa senza dover pensare subito a cambiare scarpe al primo tratto da affrontare a spinta.

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GE900 HS: quando si vuole qualcosa in più

Il GE900 HS prende invece una direzione decisamente più intransigente. Già il nome „Hot Seat“ lascia intuire che Shimano punti soprattutto a quei rider per i quali in discesa non contano soltanto il divertimento, ma talvolta anche le frazioni di secondo. Il cuore della scarpa è l’intersuola FORCE-CONTROL. A differenza della struttura TORBAL 2.0 del GE900, progettata per offrire una mobilità mirata, sull’HS Shimano punta su una rigidità particolarmente elevata. A ciò si aggiunge una schiuma EVA molto più compatta, che sotto carichi elevati dovrebbe assicurare un collegamento stabile e preciso con il pedale. L’idea alla base è comprensibile: affrontando ad alta velocità pietraie sconnesse, profonde compressioni o rapide curve paraboliche, la scarpa dovrebbe limitare il più possibile i movimenti indesiderati e sostenere il piede in modo affidabile.

Resta per ora da verificare se la rigidità supplementare si traduca davvero in maggiore controllo e come l’ammortizzazione più dura si faccia sentire durante le lunghe discese. Un dato è però rilevabile già senza tacchette montate: anche se Shimano attribuisce a entrambi i modelli un indice di rigidità pari a „7“, nel confronto diretto l’HS appare nettamente più rigido del normale GE900. Lo si nota soprattutto quando si tenta di eseguire una rullata naturale del piede camminando. Un ottimo esempio di come un singolo valore non racconti affatto tutta la storia. Fa infatti differenza se una suola è stabile soprattutto durante la pedalata, consente movimenti torsionali laterali oppure si comporta nel modo più naturale possibile camminando.

Nel GE900, l’attenzione è rivolta alla combinazione di rigidità, ammortizzazione e mobilità controllata. L’HS punta invece soprattutto su una piattaforma quanto più solida possibile e su una sensazione diretta sotto il piede.

  • Collarino in neoprene sul talloneCollarino in neoprene sul tallone
    Collarino in neoprene sul tallone
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  • Lavorazione eccellente anche sotto la suolaLavorazione eccellente anche sotto la suola
    Lavorazione eccellente anche sotto la suola
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  • molto spazio per infilare il piede
    molto spazio per infilare il piede
    molto spazio per infilare il piede

Per ora, le ultime parole

Infine, uno sguardo ai dati concreti: il GE900 costa 219,95 euro di listino, il GE900 HS 239,95 euro. Il sovrapprezzo per la variante più intransigente ammonta quindi a 20 euro. Sul fronte del peso, i due modelli sono invece praticamente alla pari. Sulla bilancia interna di Bikeboard, il GE900 in taglia 44 ha fatto segnare 450 grammi per scarpa, mentre il GE900 HS nella stessa taglia si è fermato a 452 grammi. Nonostante la struttura più rigida, l’HS non è quindi più leggero, ma nemmeno sensibilmente più pesante del classico GE900.

Quale rider ha davvero „bisogno“ di quanta rigidità? L’„High-Performance“ nel settore delle scarpe Gravity vale la pena anche per biker assolutamente normali come noi? Oppure, in un utilizzo meno estremo, diventano determinanti caratteristiche del tutto diverse? Sono proprio le domande a cui cercheremo di rispondere entro la primavera. A quel punto entrambi i modelli dovranno dimostrare il proprio valore sui trail tecnici, nelle discese veloci e nel bike park. Oltre a grip, feeling sul pedale e protezione, valuteremo anche ammortizzazione, comfort sulle lunghe distanze e camminabilità.

  • rispetto al più economico Shimano SH-GE700, saltano subito all’occhio la chiusura BOArispetto al più economico Shimano SH-GE700, saltano subito all’occhio la chiusura BOA
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  • il collarino in neoprene sopra il talloneil collarino in neoprene sopra il tallone
    il collarino in neoprene sopra il tallone
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  • e il look più pulito che ne derivae il look più pulito che ne deriva
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